Prima di chiudere volevo inviare questa lettera a tutti coloro che vorranno leggere col cuore.
Ho purtroppo sempre notizie di amici che vengono colpiti da tumori di ogni specie, che non riescono ad accettare quanto gli capita fra capo e collo, e allora vorrei potergli dare con l'ausilio del caro"BABBO NATALE" la possibilità di affrontare la vita da quel momento in poi.
Molti di voi sanno o hanno saputo dei miei "problemi" e vorrei che tutti li affrontassero col mio stesso spirito, che a momenti viene meno però ho sempre la forza di affrontare con grinta la VITA.
Carissimo Babbo Natale, ciò che ti chiedo forse non sarà possibile ma se almeno si leggesse penso che ognuno farebbe un pensierino.!!!
Ogni giorno siamo colpiti da tante cose ma quello che fa crollare tutte le nostre (pensiamo di averle!) forze, è il sapere di essere stati colpiti da qualche tumore che ovviamente non è benigno ma bensì maligno. Allora improvvisamente non abbiamo più la voglia di vedere o sentire nessuno, ci chiudiamo egoisticamente nel nostro dolore pensando di essere gli unici al mondo a dover affrontare un simile calvario.
E’ l’errore più grande,perché diamo la possibilità alla malattia di trovare terreno fertile, rilassato incapace a difendersi.
E’ invece il momento di affrontare la vita e fare tutto ciò che avremo voluto fare, al diavolo tutto ciò che ha favorito la malattia, e sì, perché non pensiate che lo stress, le preoccupazioni non siano un elemento scatenante: lo sono ..e come!!
Abbandoniamoci all’amore per la vita, per la natura, guardiamo con voglia di vivere ogni giorno ..come se fosse l’ultimo assaporiamo tutto ciò che di bello ci offre la vita, aiutiamo gli altri a vedere con quanta forza possono affrontare mille problemi sempre col sorriso sulle labbra, parliamo con gli altri, parlando di noi stessi dei nostri problemi come cerchiamo di affrontarli e chiedendo anche aiuto, che sarà reciproco, e così facendo sono sicura si creerà un grande esercito di persone positive che riuscirà a combattere quanto oramai sta diventando una cosa comune!!!
Mura
intrise di sangue
lapidi numerate
avvolte
da fili elettrici,
polarizzazioni
su letti spaziali
estese
a corpi senza vita.
Opacità narcotizzate
in vibrazioni
di luce,
sono
oscillazioni
della coscienza
consacrate
alla consapevolezza
del corpo
di verme infecondo.
Scrosci
di pioggia acida
nella ferita aperta
senza punti di sutura.
Immaginaria placenta
in madri senza ventre
figli smarriti
in calici d’amarezza
vuotati
in acque di sangue.
Dal senso
delle cose della vita
che non sono inganno,
decifrazione
di sentimenti
che non sono utopie.
franca tronci, poesia inedita-2007
Sì, mi sento così!!